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Biografia

FRANCO SCEPI .

Franco Scepi è nato a Lucera nel 1941, figlio d’arte, madre pittrice futurista, padre con vena poetica, zia musicista. Franco Scepi ha studiato a Brera con Gianfilippo Usellini. Artista e regista, è stato definito da Gillo Dorfles come "inventore polivalente", o "danseur des images" come lo chiamò il produttore dei film di Luis Bunuel, Serge Silberman, che gli aveva commissionato la surreale e famosa immagine per il "Fantasma della Libertà". Scepi, sulle orme della corrente Fluxus di George Maciunas, conosciuto nel 1963, ha creato performances e sperimentato tutti i media e tutti i linguaggi, dal teatro al cinema, al video e al computer, dalla pittura alla scultura.

Da Andy Warhol a Franco Scepi

FORTUNATO DEPERO, L’ARTISTA FUTURISTA CHE HA ISPIRATO L’OVER AD ART DI FRANCO SCEPI

DEPERO-SQUISITO--AL-SELZ

Il matrimonio tra il linguaggio artistico e la nuova estetica dei prodotti nella società industriale è iniziata con il quadro di Depero "Campari / Squisito al Selz" presentato alla Biennale di Venezia nel 1927. Con il quadro Campari l’integrazione tra i due linguaggi era stata affermata. Infatti l’artista aveva introdotto nel quadro il marchio della famosa azienda e per non ledere i diritti di riproduzione del marchio Campari operò un gesto straordinario, cancellandolo parzialmente con un megafono rosso, simbolo di amplificazione sonora. Il quadro ha un grande valore storico, fu infatti attraverso quest’opera che l’artista Futurista e Davide Campari entrarono in contatto dando vita alla innovativa collaborazione tra arte e impresa. Il quadro fu ritrovato e acquistato da Franco Scepi a Parigi nel 1973, in seguito certificato dallo storico dell’arte Maurizio Scudiero dell’Archivio Depero. Franco Scepi collaborò oltre 10 anni con l’azienda Campari sul solco di Depero, come artista, regista e consulente strategico d’immagine tra arte e comunicazione, cancellando poi cromaticamente le sue opere per una nuova fruizione pittorica come nel quadro Squisito al Selz. Ha definito questo suo concetto Over Ad Art per distinguerlo dalla Pop Art di Andy Warhol.