LA BIOGRAFIA

Franco Scepi .

Nato a Lucera nel 1941. Figlio d’arte, la madre era pittrice, il padre aveva una vena poetica e la zia era musicista. Artista e regista, è stato definito da Gillo Dorfles come ‘inventore polivalente’, o ‘danseur des images’, come lo chiamò il produttore dei film di Luis Bunuel, Serge Silberman, che gli aveva commissionato la surreale e famosa immagine per il ‘Fantasma della Libertà’. Scepi, sulle orme della corrente Fluxus di George Maciunas, conosciuto nel 1963, ha creato performances e sperimentato tutti i media e tutti i linguaggi, dal teatro al cinema, al video e al computer, dalla pittura alla scultura .

LE ORIGINI

La famiglia Scepi : Una storia d'arte e comunicazione lunga 200 anni

scepi Lucera

La famiglia Scepi, che al tempo del Regno delle Due Sicilie viveva a Palermo alla fine del 1700, fu invitata a trasferirsi a Lucera, Capitanata di Puglia, storica città preromana che proprio in quegli anni diveniva un centro culturale sempre più importante, al fine di esercitare l’allora nobile professione dell’arte editoriale. L’invito proveniva da Re Ferdinando II che, con regio decreto, voleva dare lustro alla regione. Da inizio del 1800, con il progenitore Salvatore Scepi, gli editori Scepi si sono succeduti di generazione in generazione fino al terzo millennio. Dagli anni successivi alla seconda guerra mondiale, le esperienze multimediali di Franco Scepi rappresentano l’ultima tappa di un itinerario sugli strumenti dell’arte e della comunicazione, l’esito di una vocazione esercitata a Milano, che l’artista e regista ha ereditato dal padre Gaetano e dalla madre Olga La Piccirella, pittrice futurista dalla forte personalità. Il perpetuarsi di questa storia famigliare, che vede nell’arte il suo filo conduttore, è affidato per il futuro ai figli di Franco, Federico e Giorgio

ANNI 60-70

Franco Scepi ha un passato come architetto scenografo alla Scala, essendo stato allievo di Nicola Benois, e in televisione con ‘L’amico del giaguaro’ nel 1961. Dal 1965, si occupa della regia e scenografia di Miss Italia con Enzo Merigliani e crea l’immagine di De Rica ‘No su De Rica Non si Può’. Nel 1967, insieme ai soci Lino Casa e Claudio De Micheli, fonda CDS, Studi Associati di arte cinema e comunicazione, un gruppo dal quale nasceranno, anche con il partner Giani Sias, Mercurio Cinematografica, Azzurra ed Eurocom. Scepi è stato anche designer; tra i suoi manifesti per il cinema, c’è ‘il Fantasma della Libertà’, film del 1972 di Luis Bunuel. Inoltre, ha lavorato per il teatro e per enti pubblici.
È autore di film di sperimentazione come ‘Packaging (L’uomo in scatola)’, girato nel 1969, e lungometraggi come ‘Can Cannes’, girato tra il 1976 e il 1979 (entrambi selezionati dalla Biennale Internazionale del Cinema di Venezia rispettivamente nel 1982 e nel 1980). Nel 1975, fonda con un gruppo di amici la Mercurio Cinematografica e la Monolite. Il primo film prodotto è ‘Le favole di Andersen’ con Franco Franchi.

ANNI 80-90

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Nel 1981, Franco Scepi è stato premiato insieme al regista Christof Zanussi per il contributo allo sviluppo del cinema a Milano, nell’ambito delle iniziative culturali promosse dall’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Guido Aghina. Da quello stesso anno, si fa promotore della manifestazione ‘La via del Cinema – Panoramica dei film di Venezia’ che, dagli anni ’80, porterà a Milano i film della Biennale in contemporanea con la manifestazione veneziana, in collaborazione con il Comune di Milano, la Biennale e l’AGIS. Oltre alle opere pittoriche dei primissimi anni ’60, ha realizzato performance e video-performance in Europa e negli USA (‘Effetti Fuoco’, performance con il fuoco e cronache fotografiche su incendi al seguito dei pompieri). Si è dedicato alla computer animation e ha realizzato video musicali, tra i quali ‘Sfera’, selezionato dalla Biennale di Venezia nel 1984 e, nello stesso anno, ‘Frisbees’ alla Galleria Borgobello di Parma, ‘Frisbees Television Performance’ al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, ‘Ubu Paper Video Robot’ dedicato a Max Ernest, ‘Ri-creazione’ da ‘Un Chien Andalou’ di Buñuel e Dalì del 1929, presentato al Festival di Montecatini nel 1985; ‘Video Scultura Topix’ in Piazza Duomo a Milano, I evento nel 1984, II nel 1985. Nel 1985, il Comune di Roma gli ha dedicato ‘Scepi. Pubblicità e dintorni’ con centottanta monitor al Foro Italico nel greto del Tevere. Nello stesso anno, ha realizzato anche una performance con Roberto Benigni, all’Ateneo di Milano, dal titolo ‘Benigni in computer’, dove l’attore è trasformato elettronicamente nella Gioconda leonardesca. Nel 1986, ha scattato una serie di foto trash sui muri del Bronx e di Harlem con i figli writer artisti Federico e Giorgio e, nel 1991, ha realizzato tre ritratti di Gorbaciov (ancora presidente dell’URSS) dal titolo ‘Senza Warhol’ con la tecnica appresa dal maestro della Pop Art, per ricordare l’amico Andy Warhol.

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In parallelo all’attività di regista, dal 1964 si occupa del rapporto arte-pubblicità. Tra le sue opere Over Ad’Art, quelle per Cirio, cosmetici Deborah, ICI fibre sintetiche, biscotti Guglielmone, Ciao ristoranti, Autogrill, Banca Nazionale del Lavoro, ipermercati del gruppo SME, Bitter Campari e Campari Soda, Wyeth, Gaggia macchina da caffè espresso.

 

Tra i suoi premi: l’Oscar ‘Tipps Ice Awards’, nel 1986 a New York, assegnato allo spot ‘Campari Soda Sì’ (con la modella Jo Ferguson). Gli spot ‘Campari it’s fantasy’ (con l’attrice Kelly Le Brock, 1986-1987) e ‘Bitter Campari’ (interpretato dalla modella Cristina Piaget, 1989-1990, con la canzone ‘Are you lonesome tonight’ cantata da Elvis Presley), sono stati pianificati in tutto il mondo. Dal jingle ‘Fantasy’ è stato realizzato il disco e video MG ARIOLA (RCA) interpretati da Amii Stewart, con parole e regia di Scepi. La campagna ’89-’90 ha messo in risalto una continuità nella strategia artistica Campari ponendo le premesse per l’evento ‘Da Depero a Scepi’ organizzato al Palazzo Stelline di Milano con l’intervento dei massimi esponenti della pubblicità e della moda tra i quali Armando Testa e Ottavio Missoni. L’incontro tra pubblicità e arte ‘Over Ad’Art’ (Arte sulla comunicazione) è stato perseguito da Scepi sin dai suoi esordi in pubblicità nel 1965. Innumerevoli sono stati gli interventi mirati a ridare qualità etica ai due sistemi dell’arte e dell’informazione, progressivamente scissi nell’epoca post-industriale. Nel 1991, con Mario Schifano, Scepi ha realizzato la performance ‘Gaggia Spot in arte’, con l’attrice Brooke Shields. La performance fu presentata da Achille Bonito Oliva in via Solferino a Milano. Nel 1992, con Metrò Visione allo Spazio Formentini di Brera, per la prima volta la metropolitana entra in una galleria d’arte: una banchina, appositamente costruita, in ferro e alluminio, lunga 17 metri, fa da cornice all’opera di Scepi e Schifano. Nel 1994 Scepi realizza la performance ‘Dalla TV alla città – dal movimento al segno’, creata per il lancio della campagna ‘Campari Soda Sì ‘94’, con manifesti 6×3, ‘pittorici’ che riproducono gli storyboard disegnati da Scepi per lo spot, collocati nei metrò di Roma e Milano. Per l’occasione viene realizzata una trasmissione televisiva su Italia 1, presentata da Gigi Sabani e Clarissa Burt, nella quale Scepi sceglie la sua nuova modella, Berenice Dodd. Questo incontro tra Arte e Media (Over Ad’Art) è stato selezionato nel 1994 dal critico Gabriele Perretta per la corrente artistica e la mostra ‘Medialismo’ al Trevi Flash Art Museum, con la partecipazione di Kostaby, Cattelan, Beecroft, Montesano, Premiata Ditta, Hoklahoma, Tecnotest.

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Questo incontro tra Arte e Media (Over Ad’Art) è stato selezionato nel 1994 dal critico Gabriele Perretta per la corrente artistica e la mostra ‘Medialismo’ al Trevi Flash Art Museum, con la partecipazione di Kostaby, Cattelan, Beecroft, Montesano, Premiata Ditta, Hoklahoma, Tecnotest. Nel 1995 debutta la ‘Scepi C’Art’, auto elettrica per la città tratta da un modellino nato in un suo spot (catalogo Alex Gallery Washington), presentata in Italia alla Fiera di Bologna, a Miarte con la direzione di Attilio Zammarchi e in una personale alla Galleria Placentia Arte di Lino Baldini. A Miarte, nel marzo 1996, si tiene il convegno ‘Over Ad’Art di Scepi’. Sempre a Miarte, nel 1999, Scepi è chiamato come relatore con Achille Bonito Oliva al convegno ‘Arte e Pubblicità, separati in casa’ organizzato da TP (Associazione Tecnici Pubblicitari Italiani). Dal 1998 si dedica più attivamente alla ricerca artistica sull’ Over Ad’Art , che sistematizza un forma di espressione successiva alla Pop Art, dove l’artista non utilizza più le immagini pubblicitarie create da altri, ma rielabora le immagini da lui stesso create, con una sua personale scansione in un’opera successiva. Su questa linea Scepi ha realizzato nel 2001 per l’Egitto, un film ‘Pubblicità Progresso’ per sensibilizzare il mondo arabo (no Burka) con il progetto ‘Amanda, il tuo mondo’.

 

Nel 1995 crea l’evento arte per la nuova auto Sulky di Casalini, Sulky Ydea, che anticipa un’analoga operazione effettuata con la macchina elettrica SMART.

ANNI 2000-Oggi

Man for Peace

Nel 2000, Franco Scepi si occupa della strategia per il decoro, l’immagine, il marchio e il claim del nuovo centro fieristico di Piacenza, Piacenza Expo. Un’impresa molto speciale. L’immagine del dipinto ‘Scepi’s Man of Peace’, ispirato da Giovanni Paolo II, anticipa di 12 anni il crollo del muro di Berlino. Tra i suoi manifesti per il cinema, ci sono ‘L’uomo di Marmo’ di Andrzej Wajda, che diventerà nel 2000 il monumento simbolo dei Nobel a Roma, ‘Il diritto del più forte’ di Rainer Werner Fassbinder e ‘Home movies’ di Brian De Palma.

In occasione del 3° Summit Mondiale dei Premi Nobel per la Pace nel 2002, Franco Scepi ha realizzato in tecnica mista il dittico ‘Manforpeace and Manforwar’ – meditating upon Hiroshima (cm 180×90) per un evento artistico all’ES Hotel di Roma, con la partecipazione, tra gli altri, di Matteo Basilé, Paolo Buggiani e Philippe Leroi.

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Dal pensiero Over Ad’Art, che vuole sottolineare l’esigenza di una maggiore qualità contro l’inquinamento della comunicazione, tra libertà espressiva e agire etico, è nato il monumento di 3 metri ‘L’uomo della Pace’, voluto da Gorbaciov e sottoscritto dai Nobel per la Pace. Il monumento, presentato a Brera nel 1999, è entrato nella collezione del Museo Bargellini (Magi Museum) di Pieve di Cento (Bologna) nel 2000; nel 2002 un originale di 3 metri è stato inaugurato alla presenza dei Premi Nobel e di Roberto Benigni nel giardino del Dipartimento alla Sicurezza del Comune di Roma.
Un esemplare del primo progetto originale in bronzo patinato (alto cm 60) è stato acquisito dalla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza. Una serie limitata di bronzetti (alti cm 25) (Nobel dei Nobel) è stata riservata ai Nobel per la Pace e ai personaggi che con il loro impegno operano per la pace nel mondo. Piccoli bronzi della scultura ‘Scepi’s Man of Peace’ sono stati consegnati dallo stesso Scepi, oltre a Roberto Benigni nel 2002, alla Nazionale Cantanti (Morandi-Mogol-Fabi) nel 2003, a Cat Stevens nel 2004, a Bob Geldof nel 2005, a Massimo Cacciari nel 2007, a Claudio Baglioni nel 2008, a Gianfranco Zola nel 2010. Altri eventi Over Ad’Art di Scepi sono: il monumento di cinque metri ‘Goccia della Terra’ alla Fondazione Zoli di Forlì, l’evento in occasione del centenario futurista 2009 dal titolo ‘Rallentamento del tempo nello spazio’, il quadro per il conte Panza di Biumo in occasione del suo libro ‘Storia di un collezionista’, il monumento Pop Pommery di 5 metri all’ingresso del Gran Teatro Puccini a Torre del Lago.

Nel 2022, sul fronte del Museo Alberoni prospiciente alla Università Cattolica, viene collocato all’ingresso nella città di Piacenza, città Sede del Segretariato Mondiale dei Nobel per la Pace e della Storica Fondazione Gorbachev, una grande scultura/monolite di Scepi, alta oltre sette metri, dal titolo ‘dal Buio alla Luce’, per esorcizzare gli anni malati delle pandemie e delle guerre. Per oltre 4 mesi il Museo Alberoni ha esposto il ritratto di Karol Wojtyla e 11 ritratti di Premi Nobel per la Pace che Scepi realizzò nel 1999 in occasione dell’incontro dei Nobel con Papa Giovanni Paolo II in Vaticano. Tutta la collezione degli storici ritratti è stata acquisita permanentemente dal Museo Alberoni.

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Una scheda su Scepi regista è inserita nel Dizionario del Cinema Italiano (i registi dal 1930 ai giorni nostri, Gremesi). Alcuni suoi film, manifesti e spot sono menzionati nelle seguenti opere:
  • ‘Milano Cinema Paradiso’ di Ettore Pasculli, Canal & I Nodi;
  • ‘Spot Babilonia’ di Katia Ferri, Lupetti & Co.;
  • ‘Spot Italia 30 anni di pubblicità televisiva italiana’, ERI;
  • ‘Guido Vergani, Trent’anni e un secolo di Casa Campari’, iconografia di Giorgio Fioravanti;
  • ‘Rosso Italiano’, Kyoichi Tsuzuki.

 

Una documentazione sul lavoro di Scepi è conservata presso il Museo della Pubblicità del Louvre e nella Biblioteca delle Arti Decorative di Parigi. Alcune pubblicazioni sono alla Biblioteca del Museo d’Arte Moderna di New York (MOMA). Il film ‘Packaging’ è conservato al Museo del Cinema di Milano (Cineteca Italiana). Scepi ha al proprio attivo una serie di pubblicazioni, tra cui:”
  • Frisbees, Borgobello Galleria;
  • Dietro lo spot, a cura di Morando Morandini e Alberto Abruzzese, Editore Mazzotta;
  • Franco Scepi. Images from Italy, a cura di Massimo Di Forti e Gillo Dorfles,Editore Mazzotta;
  • Over Ad’Art da Depero a Scepi, Marc Le Cannu, Gillo Dorfles Gabriella Belli, Editore Electa;
  • Strategia dell’immaginazione, L’artistica, Savigliano;
  • Gorbaciov. Arte per la Pace, Edizioni Bora, con interventi di Giulio Bargellini, Giorgio Di Genova, Vadim Zagladin, Mikhail Gorbaciov, Enrichetta Buchli, Arturo Carlo Quintavalle, Lorella Scacco.
  • Franco Scepi Man of Peace, Casa Editrice TIPLECO
  • Franco Scepi Man of Peace, Sambero Editore
  • Storia dell’antica Casa di Franco Scepi a Lucera di Puglia, Sambero Editore
  • Il secolo della S-comunicazione, Bora Edizioni
  • Gulz, Over Ad’Art Edizioni